Protesi d'anca per via anteriore
Meno dolore. In piedi prima.
Chirurgia protesica robotica, artroscopia, piccola chirurgia ambulatoriale e medicina rigenerativa. Un insieme di cure completo, organizzato in base alla tua condizione clinica.
Interventi di grande precisione per anca e ginocchio.
Meno dolore. In piedi prima.
Un ginocchio che riprende a muoversi, con precisione al millimetro.
Accessi minimi. Ampie possibilità terapeutiche.
Chirurgia della spalla, piccola chirurgia e alternative biologiche per trattare le articolazioni.
Il braccio torna a salire, e non fa più male.
Interventi brevi per disturbi di tutti i giorni.
Cure conservative per chi può ancora evitare l'intervento.
Protesi d'anca
Ortopedia avanzata
Una tecnica poco invasiva che consente di rimettersi in piedi prima e con meno dolore dopo l'operazione. Tra le vie chirurgiche è quella che rispetta i muscoli senza sezionarli.

La coxartrosi è l'usura progressiva della cartilagine dell'anca. Provoca dolore all'inguine, rigidità al risveglio e andatura zoppicante, più spesso dopo i 50 anni. Se le terapie conservative smettono di funzionare, la protesi con accesso anteriore diventa la risposta definitiva.
Segnali frequenti: dolore all'inguine, anca rigida, movimenti ridotti, fastidio di notte. Prima di pensare all'intervento si valutano sempre fisioterapia, infiltrazioni, PRP e terapie rigenerative.
Per chi è indicata
I pregi della via anteriore
In molti casi il paziente cammina già nelle prime 24-48 ore dall'operazione.
Nessun muscolo viene tagliato: si entra passando fra i piani muscolari.
Incisione ridotta con accesso mininvasivo e cicatrizzazione veloce.
L'articolazione mantiene la sua anatomia naturale e resta più stabile.
Il percorso
Visita e diagnosi
Visita accurata affiancata da RX e RM per avere un quadro completo.
Pianificazione
Protesi scelta in base all'anatomia del paziente e alle sue abitudini di vita.
Intervento
Intervento mininvasivo di 60-90 minuti circa, in anestesia spinale o generale.
Degenza
Ricovero di solito di 2-4 giorni, con il paziente in piedi già dal primo giorno.
Riabilitazione
Riabilitazione personalizzata e seguita dalle prime ore, con progressi graduali.
Controlli
Visite di controllo a 1, 3, 6 e 12 mesi per seguire il recupero e l'impianto.
Domande frequenti
Durante l'intervento no, grazie all'anestesia. Nei giorni successivi il fastidio è gestito con una terapia antidolorifica mirata e, con l'accesso anteriore, di solito è più contenuto.
Spesso già il giorno dopo, con l'aiuto del fisioterapista e di un deambulatore o delle stampelle, che si abbandonano in modo graduale nelle settimane seguenti.
Con ceramica e polietilene di nuova generazione la maggior parte degli impianti supera i 20-25 anni. Incidono il peso, il livello di attività e la qualità del posizionamento.
Sì, completata la riabilitazione si riprendono attività a basso impatto come camminare, nuotare, pedalare, golf e sci tranquillo. Gli sport più intensi si valutano insieme, caso per caso.
Protesi di ginocchio
Ortopedia avanzata
Il robot permette di collocare l'impianto con precisione millimetrica, adattandolo alla tua anatomia. Ne derivano una migliore funzionalità e una durata più lunga.

La gonartrosi è il consumo graduale della cartilagine del ginocchio. Dà dolore, rigidità, gonfiore e fatica nel camminare, più spesso dopo i 60 anni. Quando fisioterapia e cure conservative non bastano, la protesi impiantata con l'aiuto del robot offre una soluzione stabile, con un recupero più prevedibile.
Segnali frequenti: dolore davanti o in tutto il ginocchio, gonfiore, gambe a O o a X, fastidio notturno. Prima di operare si considerano sempre fisioterapia, infiltrazioni e terapie rigenerative.
Per chi è indicata
I pregi della chirurgia robotica
Pianificazione digitale preoperatoria costruita sull'anatomia del singolo paziente.
L'impianto viene orientato sulla forma del singolo ginocchio, per una tenuta ottimale.
Il braccio robotico si muove in modo controllato, rispettando muscoli, legamenti e tessuti vicini.
Un impianto ben orientato si consuma meno e resta efficiente più a lungo.
Il percorso
Visita e diagnosi
Visita accurata e studio del ginocchio con esami radiografici.
TC prima dell'intervento
TC specifica da cui si ricava il modello digitale in 3D del ginocchio.
Pianificazione con il robot
Prova virtuale del posizionamento della protesi sul modello del paziente.
Intervento assistito
Intervento poco invasivo di 60-90 minuti circa, con il braccio robotico che guida ogni passaggio.
Degenza
Ricovero di solito di 2-4 giorni, con il paziente in piedi già dalla prima giornata.
Riabilitazione
Programma costruito sul singolo paziente, avviato subito per un recupero graduale e atteso.
Domande frequenti
Sì. Il braccio robotico non agisce da solo: è sempre il chirurgo a guidarlo, entro limiti definiti in fase di pianificazione che impediscono movimenti fuori dal previsto.
Cambia soprattutto la preparazione: dal modello 3D del ginocchio si simula l'operazione prima di entrare in sala. Ne derivano un allineamento accurato, tessuti meno sollecitati e un recupero più veloce rispetto alla tecnica manuale.
Con un orientamento accurato la gran parte degli impianti supera i 20-25 anni. Peso e attività fisica contano, ma la precisione del robot limita l'usura nel tempo.
Artroscopia di ginocchio
Chirurgia mininvasiva
Tecnica poco invasiva per trattare i danni a menischi e cartilagine e per ricostruire il crociato anteriore. Indicata a sportivi, adulti attivi e a chi ha dolori articolari dovuti al sovraccarico.

L'artroscopia consente di osservare, capire e curare i problemi interni al ginocchio passando da due accessi di pochi millimetri. Il trauma resta minimo e la ripresa della funzione è più rapida.
Per chi è indicata
I pregi dell'artroscopia
Tagli di pochi millimetri: cicatrici minime e guarigione più rapida.
Si torna a camminare presto, spesso caricando subito sull'arto.
Un trauma chirurgico contenuto significa meno dolore dopo l'operazione.
Un'ottica in alta definizione consente di vedere l'articolazione con precisione.
Il percorso
Visita specialistica
Visita clinica e lettura della risonanza magnetica.
Operazione in Day Surgery
Intervento di 30-45 minuti circa, in anestesia locale o periferica.
Rientro a casa
Il rientro a casa avviene nella stessa giornata dell'operazione.
Fisioterapia
Riabilitazione avviata presto per recuperare la mobilità.
Domande frequenti
Quasi sempre si cammina subito, con carico parziale o completo; talvolta servono le stampelle per qualche giorno, in base all'intervento svolto (per esempio regolarizzazione del menisco oppure ricostruzione di un legamento).
Di norma si usa un'anestesia periferica (loco-regionale) della sola gamba o braccio coinvolto, che evita il dolore anche per diverse ore dopo l'operazione.
Protesi di spalla
Ortopedia avanzata
Chirurgia protesica per l'artrosi gleno-omerale avanzata, per le fratture complesse e per le grandi rotture della cuffia dei rotatori che non si possono più riparare.

Si ricorre alla protesi quando artrosi o lesioni non riparabili dei tendini della cuffia hanno compromesso la spalla, al punto che anche i gesti più semplici del braccio diventano faticosi e dolorosi.
Per chi è indicata
I pregi dell'intervento
Scomparsa del dolore profondo e persistente, anche di notte.
Tornare a fare da soli le azioni di ogni giorno, come vestirsi o pettinarsi.
L'articolazione ritrova la sua anatomia corretta e una tenuta sicura.
Protesi anatomica o inversa, scelta in base alle condizioni dei tendini.
Il percorso
Valutazione clinica
RX e TC per studiare la qualità dell'osso e lo stato dei tendini.
Pianificazione 3D
Pianificazione 3D al computer dell'impianto più adatto.
Intervento
Circa 60-90 minuti, in anestesia loco-regionale con sedazione.
Riabilitazione precoce
Movimenti passivi fin da subito per non far irrigidire la spalla.
Domande frequenti
È la protesi scelta quando i tendini della cuffia sono rotti in modo non riparabile. Affida al deltoide il compito di sollevare il braccio, sostituendo il lavoro dei tendini mancanti.
Il tutore si porta per 3-4 settimane circa, periodo in cui parte la fisioterapia passiva. Forza e movimento attivo tornano in modo graduale nei 3-6 mesi seguenti.
Piccola chirurgia
Chirurgia ambulatoriale
Interventi in ambulatorio per i disturbi più diffusi: tunnel carpale, dito a scatto, alluce valgo, cisti di articolazioni e tendini. Brevi, in anestesia locale, con ritorno alla normalità quasi immediato.

Sono operazioni brevi svolte in ambulatorio o in Day Surgery, quasi sempre con anestesia locale. Eliminano in via definitiva disturbi cronici di mani, polsi e piedi, pesando pochissimo sulla vita di tutti i giorni.
Problemi trattati
I pregi di questi interventi
Nessun dolore e grande sicurezza, senza passare dall'anestesia generale.
Operazione ambulatoriale, con rientro a casa appena conclusa.
Le attività leggere di tutti i giorni riprendono quasi subito.
Buone probabilità di eliminare per sempre dolore e formicolio.
Il percorso
Visita e indicazione
Visita ed eventuali esami di approfondimento (per esempio elettromiografia).
Intervento in ambulatorio
Circa 15-30 minuti in una sala sterile riservata.
Medicazione
Applicazione di un bendaggio morbido di protezione.
Ripresa e controllo
Mano o piede usati con cautela, punti tolti dopo 10-14 giorni.
Domande frequenti
Di solito quando la medicazione viene alleggerita o tolta, in genere entro 7-10 giorni, purché mano o piede siano pienamente sotto controllo.
No: con l'anestesia locale la zona trattata diventa del tutto insensibile. Durante l'intervento si percepisce al massimo una lieve pressione o un contatto.
Medicina rigenerativa
Approccio conservativo
Acido ialuronico, PRP e cellule mesenchimali per chi ha un'artrosi iniziale o moderata. Una scelta utile per posticipare, e in alcuni casi evitare, l'operazione chirurgica.

Raccoglie terapie biologiche che usano fattori di crescita e cellule del paziente per sostenere la riparazione dei tessuti articolari. È adatta all'artrosi iniziale o intermedia, ai problemi dei tendini e agli sportivi che preferiscono evitare o rinviare l'intervento.
Quando non è indicata: non funziona per tutto. Con artrosi grave, necrosi avanzata o deformità importanti la chirurgia resta la via più efficace. Lo valuto sempre con franchezza, senza creare false speranze.
Quando è indicata
I benefici delle terapie biologiche
Sfrutta i fattori di crescita prodotti dal corpo per favorire la guarigione dei tessuti.
Una possibilità reale per posticipare o scongiurare l'operazione chirurgica.
Si fa in ambulatorio, senza ricovero, e si torna presto alle attività di sempre.
Protocolli che combinano PRP, acido ialuronico e altre terapie, scelti in base alla patologia.
Il percorso
Visita e diagnosi
Visita accurata con studio radiografico o ecografico della zona coinvolta.
Valutazione dell'idoneità
Si verifica che il trattamento sia adatto e si definisce lo stadio del problema.
Scelta del protocollo
PRP, acido ialuronico o una combinazione, in base al caso.
Trattamento in ambulatorio
Iniezione precisa in condizioni sterili, con guida ecografica se serve, senza ricovero.
Riposo e ripresa
Senza ricovero: le attività abituali riprendono in poche ore o pochi giorni.
Controlli
Visite di controllo fissate per verificare la risposta ed eventuali nuovi cicli.
Domande frequenti
Si avverte un fastidio breve, simile a quello di un normale prelievo. Spesso si usa un anestetico locale e la guida ecografica rende l'iniezione rapida e precisa.
Dipende dal quadro clinico: in genere da alcuni mesi fino a un anno o più. Se serve, il ciclo si può ripetere dopo un controllo.
Sì. Il PRP nasce dal sangue del paziente, quindi non dà rigetto né allergie, e l'acido ialuronico è già presente nelle articolazioni. Tutto avviene in condizioni sterili.
Il miglioramento arriva per gradi: i primi segnali in 2-4 settimane, l'effetto pieno fra il secondo e il terzo mese. Serve tempo perché si attiva un processo biologico.
Una visita ortopedica aiuta a capire da dove nasce il problema. Anche quando la soluzione non passa dalla sala operatoria.
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